La recensione apparsa su Kaos n. 25
Recensione della prima edizione di Elish, uscita sul n. 25 di Kaos.
"Elish è un prodotto molto particolare. Gli autori,
realizzando questo GdR fantasy semi-professionale, si sono prefissati uno scopo
assolutamente non facile da realizzare: spiegare che cosa si nasconde dietro
quell'insolito passatempo che viene definito gioco di ruolo.
Ecco quindi che, nel capitolo introduttivo 'Teatralità nel Gioco di Ruolo',
al paragrafo "Le nostre aspirazioni", leggiamo:
Spesso si comincia a giocare ai Giochi di Ruolo per puro divertimento, poi alcuni cominciano a giocarvi anche per catarsi (sfogando a tavolino rabbie e frustrazioni <...>)... Tutti questi schemi di gioco sono estremamente semplici e istintivi, tant'è vero che ricordano molto i giochi fatti in età infantile <...>. Molti, se non tutti, si fermano a questo tipo di gioco, non vedendo come esso sia solo il primo gradino di una lunga scala che porta al nostro IO. Le nostre aspirazioni puntano, invece, ai gradini più alti, e la creazione del Fantasy World System (il sistema di gioco di Elish, ndr) nasce proprio da esse.
E ancora: Egli (il giocatore, ndr), all'inizio del gioco, nella sua scheda, compie una sintesi tra il personaggio di fantasia e la sua determinata persona, cercando un'abile mediazione e compiendo quella che, in teatro, viene chiamata "metamorfosi di progressione o regressione artistica". <...> Così tra i giocatori, che agiscono in nome proprio sotto mentite spoglie, si stabilirà un influsso psicanalitico. <...> Così, in conclusione, tutta sua (del master, ndr) sarà la responsabilità di mantenere in equilibrio la partita che oramai si è tramutata in un autentico psicodramma di gruppo, nella quale egli è palcoscenico e regista.
Ora, tutte queste frasi dimostrano che chi le ha scritte ha studiato e che ha voluto operare un parallelo tra gioco di ruolo, arte teatrale e psicoanalisi, più un pizzico di sociologia. Forse, però, i giocatori/autori di Elish peccano un po' di presunzione, dando la sensazione di voler essere i depositari di un nuovo approccio al GdR. Ciò che viene qui chiamato "vento dell'evoluzione" ha già soffiato su molti tavoli di gioco, spazzando via tutte le tabelle di Rolemaster così poco gradite (a quanto sembra) ai nostri autori. Inoltre va detto che il 'fattore dado', per tutti i giocatori principianti e senza troppe pretese, rimane sempre un elemento di indiscutibile 'presa' per questa categoria di giochi.
A parte questo, Elish rappresenta senza dubbio un ottimo 'biglietto da visita' per tutti i suoi autori: ce ne fossero di manuali professionali di GdR scritti in un italiano così corretto!
Il sistema di gioco, denominato Fantasy World System, come potrete aver intuito dalle premesse, è estremamente semplice; l'ambientazione ideata ha valore più per la rappresentazione visiva delle creature che per il background narrativo. In questo senso un merito particolare va agli illustratori, primo fra tutti il talentuoso Taiyo Yamanouchi; la qualità complessiva dei disegni (che sono tanti) è davvero elevata, soprattutto se si pensa che stiamo parlando di non-professionisti.
Peccato per l'impaginazione così asettica (nonostante
la frequente variazione dei caratteri, spesso assai poco leggibili), che ricorda
un po' quella di un libro universitario. Elish si basa molto sulla distribuzione
diretta, perciò se non lo trovate nei negozi potete richiederlo a questo
indirizzo <...>
L'impressione <...> : all'avanguardia.
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La recensione di Ciro Alessandro Sacco, apparsa in Agonistika News nel 1999
Il gdn Elish è un prodotto interamente italiano. Nel vasto panorama del gdr italiano ben poche iniziative editoriali sono nazionali, la stragrande maggioranza è d’importazione estera. Proprio partendo da questa considerazione, Ciro Alessandro Sacco ha scritto su Agonistika News, nel 1999:
<...> Insomma, per qualificarsi 'editori', occorrono soprattutto spirito critico sul proprio lavoro (qualcuno sapeva che per la nuova edizione di Heavy Gear della Dream Pod 9 il testo è stato riscritto completamente diverse volte?), pazienza , rispetto del proprio potenziale acquirente e soprattutto tanto, tanto lavoro di preparazione e sostegno della propria creatura.
Ma in Italia, ne siamo capaci ?
Fortunatamente, a mio parere, sì.
Ce lo dimostra Elish, un originale gioco di ruolo fantasy tutto italiano che
ha dimostrato come non occorrano molti mezzi per arrivare ad un risultato più
che dignitoso.
Elish è stato autoprodotto, con immaginabili problemi distributivi (si
spera risolti, finalmente), ma i suoi autori/editori non hanno smesso di proporlo
a fiere e manifestazioni, creare una rete di giocatori appassionati, raccogliere
critiche e suggerimenti. <...> Purtroppo anche un titolo valido come questo
rischia di essere vittima innocente ed inconsapevole di giochi malriusciti che
alimentano lo stereotipo "gioco italiano = gioco brutto". Non resta
che sperare di vedere il pubblico eliminare senza pietà i giochi di scarso
livello in modo che, pur nelle mille ristrettezze del settore, i giochi meritevoli
possano farsi notare e, se non prosperare, almeno sopravvivere.